Chirurgia Ortopedica

L’attività di Chirurgia Ortopedica ha come obiettivo la cura delle patologie che interessano l’apparato locomotore, dovute a traumi e a stati patologici degenerativi degli arti e delle articolazioni. Il Dott. Lucio Catamo, specialista in Ortopedia, effettua visite specialistiche in Puglia e in Emilia Romagna e interventi chirurgici con primario interesse all’area protesica del ginocchio.

L’attività operatoria viene effettuata in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale presso l’Unità Operativa di Ortopedia dell’Ospedale di Alta Specialità Villa Torri Hospital a Bologna diretta dal Dott. Catamo, che rappresenta un polo d’eccellenza di GVM Care & Research.

 

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Kurt Diemberger: Infiltrazioni
Erri De Luca: Protesi
Quando è consigliato l’intervento di protesi di ginocchio?

Quando i trattamenti conservativi, i farmaci, la fisioterapia e le infiltrazioni non sono più in grado di permettere lo svolgimento delle azioni di vita quotidiana.

 

Ancor prima della protesi però vanno valutati ed eventualmente attuati interventi meno invasivo: lavaggi e shaving cartilagineo in artroscopia, con anestesia locale, trapianto di cartilagine, osteotomia correttiva valgizzante o varizzante di femore o tibia.

 

Protesi ginocchio di ultima generazione

La protesi di ginocchio è un sistema articolare artificiale realizzato in leghe metalliche e materiali plastici, destinato a “rimpiazzare” in tutte le sue funzioni il ginocchio naturale.

 

Si distinguono due principali tipologie di protesi di ginocchio:

 

  • le protesi totali, dette così perché sostituiscono l’intera articolazione malata;
  • le protesi monocompartimentali, che invece sostituiscono un solo comparto articolare, solitamente quello interno.

 

In entrambi i casi, queste protesi ortopediche sono costituite da 3 distinte componenti:

 

  • la componente femorale metallica;
  • la componente tibiale metallica;
  • la componente intermedia in materiale plastico fisso o mobile;
  • In alcuni pazienti viene sostituita anche la parte articolare della rotula o patella.

 

 

Negli ultimi anni l’ingegneria biomedica ha permesso una netta evoluzione degli impianti protesici di ginocchio con risultati insperati fino a pochi anni fa, sia nella biomeccanica che nella durata dell’impianto protesico. Abbiamo quindi la possibilità di utilizzare protesi biocompatibili, tollerate sempre meglio dall’organismo e in alcuni casi si può ricorrere all’impiego di protesi anallergiche, laddove vi siano forme di allergie a determinati materiali. 

 

L’intervento di artroprotesi di ginocchio

Il paziente viene ricoverato dopo che ha concordato con il chirurgo ortopedico la necessità e la opportunità di fare questo intervento. Viene ricoverato il giorno prima dell’intervento per effettuare tutti gli esami preoperatori, esami ematici, ECG, visita cardiologica e anestesiologica. Se necessario anche una RX recente, che rispecchi il quadro reale al momento dell’intervento. Il chirurgo ortopedico farà il planning preoperatorio, valutando quale modello protesico e di quale dimensione dovrà essere la protesi, già prima dell’intervento stesso. Ed inoltre farà le necessarie misurazioni per una corretta osteotomia che permetta di ottenere un allineamento ottimale con un impianto che risulti ben bilanciato e garantisca un soddisfacente range di movimento al nuovo ginocchio.

 

L’operazione è eseguita nella grande maggioranza dei casi in anestesia peridurale (o spinale). Talvolta invece in anestesia generale, su richiesta del paziente o per decisione condivisa dell’anestesista. In base alle condizioni generale del paziente, l’anestesista illustrerà il metodo prescelto durante il colloquio preoperatorio, in modo da rassicurare e garantire un’analgesia post operatoria adeguata al paziente.

 

L’intervento di protesi totale di ginocchio dura da 1 a 2 ore. L’incisione cutanea è lunga circa 12-15 cm.

Uno o due drenaggi permettono il recupero delle perdite di sangue nell’immediato post-intervento e di poterlo poi reinfondere, senza dover ricorrere alle trasfusioni.

 

Recupero post-operatorio e rieducazione del ginocchio

Il giorno dopo l’intervento inizia la fisioterapia, con la mobilizzazione e massaggi con il fisioterapista e l’ausilio di un apparecchio, il kinetec. Il paziente viene messo seduto e poi in piedi in seconda giornata, con un carico parziale e progressivo nelle settimane successive, con l’ausilio di due stampelle, e riprende a camminare e a salire e scendere le scale. La durata della degenza viene concordata con il paziente e, sulla base delle disponibilità del SSN, può limitarsi a pochi giorni con successivo programma di riabilitazione a domicilio, o si può svolgere tutta la prima parte della riabilitazione in regime di ricovero, per circa 15 giorni. 

Una volta ritornato a casa il paziente dovrà continuare la fisioterapia presso il proprio domicilio o in una clinica specializzata nella riabilitazione.

La funzionalità del ginocchio è ottenuta progressivamente nel giro di 1-2-3 mesi.

Artroscopia del ginocchio

L’intervento di artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica mininvasiva, che permette di intervenire su patologie che interessano l’articolazione, laddove le infiltrazioni con acido ialuronico non siano più sufficienti ad evitare il trattamento chirurgico. L’intervento di artroscopia del ginocchio viene effettuato in caso di lesioni a carico del menisco o dei legamenti a seguito di traumi, permettendo di individuare strumentalmente il danno e riparare le lesioni stesse. Il ricorso all’artroscopia del ginocchio è valido anche in caso di artrosi, in quanto permette di avere una visione diretta della cartilagine articolare deteriorata.

Chirurgia del piede e della mano

L’intervento chirurgico a carico del piede e della mano rappresenta la soluzione alle patologie che principalmente colpiscono questi arti tra le quali il piede piatto, l’alluce valgo, il dito a martello e il dito a scatto.

 

Primario interesse è rivolto alla correzione del piede piatto: si tratta di una malformazione della pianta del piede, che si manifesta in età pediatrica, con riduzione della volta plantare e conseguente aumento della superficie d’appoggio. Questo determina un passo anomalo che comporta maggiore stancabilità e difficoltà nella camminata e nella corsa. Spesso asintomatico e pertanto sottovalutato, il piede piatto viene diagnosticato solo quando il difetto della postura o del movimento provoca dolore.

 

La forma d’impronta che il piede lascia sul terreno definisce il tipo di piattismo; uno specifico esame baropodometrico, statico e dinamico, analizza l’impronta fornendo così allo specialista ortopedico lo strumento per una corretta indicazione, che va dal potenziamento dei muscoli cavizzanti, con specifici esercizi, all’utilizzo di plantari. In particolari casi è necessario il ricorso al rimedio chirurgico che, grazie a particolari tecniche, è possibile realizzare ai due piedi contemporaneamente, in anestesia locale. Per questa ragione, l’inabilità viene notevolmente ridotta, limitando notevolmente i disagi e riducendo il rischio di assenze scolastiche e/o sportive.

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Ospedale di Alta Specialità

VILLA TORRI Hospital

STRUTTURA ACCREDITATA SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Villa Torri Hospital
Viale Quirico Filopanti, 12
40126 Bologna – Emilia Romagna

La Struttura

In convenzione con il SSN l’Unità Operativa di Ortopedia dell’Ospedale di Alta Specialità Villa Torri Hospital a Bologna, diretta dal Dott. Catamo, rappresenta un polo d’eccellenza di GVM Care & Research, in particolare per il trattamento delle patologie degenerative e traumatiche dell’apparato locomotore, per le quali vengono  applicate tecniche diagnostiche e chirurgiche sempre meno invasive.

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